Categoria: Mercati finanziari

Il problema della crescita: questione economica o politica?

Per esserci crescita è indispensabile una serie di condizioni, quali una capacità produttiva adeguata, costi di produzione contenuti, capacità di avvicinare i mercati di sbocco in modo fluido ed efficace, una domanda aggregata adeguata e la capacità di spesa dei clienti finali. Sul lato dell’offerta indubbiamente i tentativi di dare impulso all’attività economica mondiale sono stati fatti ma poca attenzione è stata posta sulla capacità di spesa dei consumatori e su questo versante la politica è rimasta piuttosto inerte.

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Perché tendiamo a sopravvalutare le performance dei nostri investimenti?

Alcuni esperimenti confermano questa affermazione. Fu chiesto ad un gruppo di studenti di scegliere fra due ristoranti mediante un confronto fra i loro menu. Quando fu preso in considerazione il menu completo il gruppo si divise quasi equamente fra l’una e l’altra opzione ma la faccenda mutò quando la scelta fu fatta piatto per piatto. Ben quattro studenti su cinque optavano per il ristorante al quale andava la propria preferenza dopo il confronto della prima coppia di pietanze. Quando siamo di fronte ad un confronto tendiamo a cercare le informazioni che vanno a supportare le nostre opinioni mentre evitiamo di considerare, o quantomeno a sottovalutare, quelle che la contrastano.

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L’emotività è come l’olio, viene sempre a galla

Abbiamo assistito in questi ultimi mesi a un’importante correzione dei mercati, forse più ampia di quanto ci si potesse attendere dato l’incremento sensibile della volatilità. Affermare che non fosse attesa è affermare il falso, tanto che da molte parti questa era addirittura auspicata al fine di ridurre il gap tra economia reale (asfittica) e quotazioni dei mercati finanziari (esuberanti), situazione che affonda le proprie radici nel tentativo di ridare fiato alla smarrita crescita attraverso politiche prevalentemente monetarie guidate dalle banche centrali inondando di liquidità il sistema.

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Il controllo del rischio. L’unica vera salvaguardia dei risparmiatori

In questi ultimi anni abbiamo assistito a una sistematica caduta dei rendimenti che hanno spinto i corsi di titoli, fondi e gestioni al di là di ogni più rosea aspettativa gratificando gli investitori; per metodo di lavoro e per esperienza ho cercato di coniugare questi rendimenti con un rigido controllo del rischio nella consapevolezza che […]

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L’inverno è alle porte

Alla fine di ottobre ho focalizzato la mia attenzione su alcuni dati che ci danno modo di riflettere sulla situazione attuale e su ciò che ci attenderà nei prossimi mesi e anni. L’inflazione nel nostro paese si è attestata allo 0,1%, il che significa che i prezzi al consumo sono mediamente gli stessi di un anno fa. Molti connazionali non hanno né memoria e neppure esperienza di quando un simile fenomeno si è verificato l’ultima volta. Ora la strada per ottenere risultati gratificanti passa attraverso assunzioni di rischio talmente elevate che nessun risparmiatore razionale sarebbe disposto ad accettare.

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Renzi vince a mani basse le elezioni e il mondo già celebra il NEW DEAL del nostro governo

Le elezioni europee di maggio sono alle nostre spalle e i risultati usciti dalle urne ci hanno mostrato una forte insofferenza dei cittadini comunitari nei confronti delle politiche economiche che ci hanno sino ad ora accompagnati. La situazione va affrontata, pena un ulteriore rigurgito populista in ambito comunitario, ma la tendenza deflazionistica in atto non favorisce lo sgonfiamento dei debiti pubblici. Il nostro Paese, invece, pecora nera, sembrerebbe destinato a grandi cose.

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Europa: nubi all’orizzonte

Ciò che sta accadendo in Ucraina in questi giorni è un ulteriore tassello che si aggiunge al puzzle delle difficoltà che l’Europa sta affrontando. Nel travaglio di questo paese ci possono stare almeno due possibili turbolenze: una richiesta esplicita di aiuti finanziari alla comunità europea o un possibile assottigliamento del flusso di combustibili che vanno alimentare le nostre industrie. Vorrei soffermarmi sulla situazione economica della comunità europea nel suo insieme dato che queste vicende possono influire sugli irrisolti pregressi problemi.

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Un promotore finanziario dà consigli di investimento con leggerezza. Cosa può accadergli?

Se un amico mi avesse chiesto se fosse stato meglio vendere o mantenere una posizione che deteneva in quel momento nel suo portafoglio e io avessi dato un parere – del tutto personale – di venderlo, magari, e se quell’amico sulla scorta delle mie affermazioni avesse agito di conseguenza fidandosi della mia personale opinione la quale, a distanza di tempo, si fosse rivelata una vera e propria cantonata, che conseguenze avrei potuto avere?

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